Pasqua ventosa e senza un gran sole, temperature che sconsigliavano l'uscita da casa, umido e tanta voglia di rimanere a dormire sotto il piumone la mattina... E invece no! Perchè la sveglia biologica mi fa comunque alzare dal letto verso le 7 del mattino quando la casa dorme ancora, non si deve fare rumore e il rischio è quello di annoiarsi.
Così tutte le condizioni mi hanno portato a finire un lavoro che mi è stato richiesto da un'amica tempo fa e che mi ha dato grande soddisfazione in poco tempo.
Io l'ho chiamato "La tela di Maria Chiara", ispirandomi al racconto "la tela di Carlotta" che racconta di una ragnetta operosa, un po' come mi sono sentita io nel farla.
Il filato è la splendida Grignasco Champagne spedita a Natale da unfilodi. La mia amica ha chiesto il colore nero per un accessorio passepartout e ho scelto i ferri del 4 per dare maggior risalto alla lavorazione a pizzo (o lace che dir si voglia).
Ho trovato lo schema su Ravelry. Ammetto che per come sono abituata io non è scritto propriamente bene, questo è il principale motivo per cui ho dovuto aspettare un weekend lungo e casalingo per concentrarmi, riscrivere le parti che non riuscivo a cogliere e venirne fuori vittoriosa.
Rispetto al pattern ho deciso anche di aggiungere un bordo in più oltre a quello già descritto, liberamente ispirato alle fasce lace del Mea Shawl.
Altro piccolo appunto personale: il nero è un colore da lavorare assolutamente di giorno... con la luce artificiale io ci perdo la vista :(
Però sono molto soddisfatta del risultato e come al solito non ho potuto aspettare lavaggio e bloccaggio prima di fotografarlo!
Ora sono dedicata al Semillante da portare al mare.
project manager e jolly aziendale per vocazione, mammagatta di uno splendido topolo, cantante a tempo sparso e knitter per insonnia
mercoledì 11 aprile 2012
mercoledì 4 aprile 2012
AGGIORNANDOMI IN VISTA DELLA PASQUA...
Pasqua vuol dire nel mio attuale lifetime schedule tempo libero.
Le previsioni danno pioggia e la mia pianificazione prevede un lungo weekend a casa della mia mamma, dove il figlio è coccolato dai nonni, intrattenuto dalla cuginetta e dagli zii e dove gli impegni mi portano si fuori casa ma con lunghi tempi morti e niente casa (mia) da sistemare: stirare lavare fare brigare... no!
Allora organizzo la borsa del tempo libero.
Che cosa porterò?
- 2 gomitoli di Grignasco Champagne nera per un regalo destinato ad un'amica;
- 2 gomitoli di Feeling Lana Gatto blu per un regalo destinato al figlio di un'altra amica;
- un po' di gomitoli merino per 2 sacchi nanna destinati a CdM;
- la Grignasco Champagne grigio perla destinata ad un regalo che da tempo voglio fare a me.
Che dire? Mi sto concendendo un po' di progetti nuovi dopo aver terminato cose che avevo in coda (come da buon proposito per il 2012.
In particolare questo Pausa fatto con la Grignasco Loden:
Sono molto contenta perchè i WIP diminuiscono, peccato che in questo periodo di lavoro matto e disperatissimo si stia allungando disperatamente la coda di ciò che mi piacerebbe fare.
E' tempo però di progetti primaverili, nonostante la pioggerellina di oggi...
Le previsioni danno pioggia e la mia pianificazione prevede un lungo weekend a casa della mia mamma, dove il figlio è coccolato dai nonni, intrattenuto dalla cuginetta e dagli zii e dove gli impegni mi portano si fuori casa ma con lunghi tempi morti e niente casa (mia) da sistemare: stirare lavare fare brigare... no!
Allora organizzo la borsa del tempo libero.
Che cosa porterò?
- 2 gomitoli di Grignasco Champagne nera per un regalo destinato ad un'amica;
- 2 gomitoli di Feeling Lana Gatto blu per un regalo destinato al figlio di un'altra amica;
- un po' di gomitoli merino per 2 sacchi nanna destinati a CdM;
- la Grignasco Champagne grigio perla destinata ad un regalo che da tempo voglio fare a me.
Che dire? Mi sto concendendo un po' di progetti nuovi dopo aver terminato cose che avevo in coda (come da buon proposito per il 2012.
In particolare questo Pausa fatto con la Grignasco Loden:
Sono molto contenta perchè i WIP diminuiscono, peccato che in questo periodo di lavoro matto e disperatissimo si stia allungando disperatamente la coda di ciò che mi piacerebbe fare.
E' tempo però di progetti primaverili, nonostante la pioggerellina di oggi...
domenica 11 marzo 2012
LA PECORA CORNIGLIESE
Puff, puff, pant, pant... lo so, non sono certo l'unica ad avere problemi a far quadrare tutte le cose da fare, ma è la prima volta da quando ho aperto questo blog che non ho materialmente il tempo di venire ad aggiornarvi sui miei (scarsi, ahimè) progetti.
Le matasse sono tre e, dopo averle lavate con estrema cautela e cura, le lascio a decantare, a diffondere il loro profumo nella casa mentre cerco di decidere come utilizzarle.
Lo schema è facile e intuitivo e vado avanti che è un piacere, giocano a mio favore anche 3 o 4 giorni di influenza che mi costringono a letto. Fatto sta che quando finalmente dopo questo inverno breve ma intenso il sole torna a fare capolino tra i palazzi lo scialle è pronto in tutto il suo splendore, lavato, profumato e messo in forma.
Oggi mi rubo dieci minuti, visto che ho deciso di buttare una manciata di riso nel minestrone e mi tocca aspettare mentre cuoce.
Volevo parlare di un progetto che mi ha segnalato un po' di tempo fa da un'amica: mi invitava a visitare la pagina dell'Associazione Arcadia e aderire al campagna per salvare la Pecora Cornigliese.
La pecora del Corniglio vive nel Parmense, zona molto più famosa per il prosciutti che per la lana. E' allevata per la sua abbondante produzione di latte, per la sua carne, ma normalmente la sua lana viene buttata in discarica... IN DISCARICA!!!
Ora, 'sta piccola pecorella è a rischio estinzione perchè latte e carne stanno perdendo valore e allevarla è un costo.
Così nel tentativo di salvare la razza ottenuta da strani intrecci Settecenteschi, che includono anche Merinos e Arieti Bergamaschi, si muove l'Associazione Arcadia nel tentativo di dimostrare come anche la lana prodotta possa essere utilizzata.
L'invito è quello di richiedere innanzitutto una spedizione di lana gratuita (ca. 300 gr) che mi arriva pochi giorni dopo la mia adesione.
Qui la vedete già lavata, ma vi posso garantire che al suo arrivo era incredibilmente profumata di suo, uno profumo di campagna antica e di genuino.
Ha un colore naturale pieno di luce ed è incredibile se si pensa che non è trattata in nessun modo, se non con il mio balsamo per capelli normali.
Confesso che al tatto non è eccezionale: purtroppo con il tempo l'arte del trasformare correttamente questo vello in filato si è perso e quindi anche in questo senso c'è ancora molto da fare!
Solo che mentre sono lì a pensare cosa farne, mi rendo conto che è la prima volta in vita mia che mi capita tra le mani della lana grezza.
La tentazione è forte, decido di tingere!
Non l'ho mai fatto, potrei dover buttare via tutto ma ne ho davvero voglia, le matasse naturali sono così invitanti...
Così dopo un paio di settimane di indecisione esco e vado a comprare tutto l'occorrente per l'operazione, piazzo il computer sul tavolo a questa pagina web, faccio un lungo respiro e... voilà!
Il tutto mi da grande soddisfazione e quando dalle matasse colorate escono tre gomitoli variopinti, mi rendo conto che ho fatto bene a seguire l'istinto!
Ma non è ancora finita, ora c'è da mettersi al lavoro e produrre.
Si, ma cosa? Non sono una designer, niente creatività per me. Io sono un'apina operosa, sono brava a leggere e interpretare istruzioni.
C'è uno schema che ho in coda da un annetto, oddio, volevo farlo per me. Una punta di egoismo mi porta a ripensare per un attimo... ma no, con quelle sfumature che sono riuscita ottenere mi serve un progetto che le valorizzi.
E' lo schema giusto, anche perchè è assolutamente gratuito e quindi mi sembra giusto, perchè se qualcuno volesse riprovarci almeno può farlo con uno schema a disposizione di tutti.
A questo punto non mi rimane che spedirlo.
Si, perchè il lavoro deve ritornare all'associazione visto che verrà esposto insieme a tutti gli altri lavori prodotti nell'ambito di una mostra che si realizzerà con il contributo della Fondazione CariParma.
E quindi è il momento ora di dire grazie a Maddalena, Antonia, Valentina e Emma che, ognuna per la propria parte, hanno fatto qualcosa perchè anche io potessi dare il mio contributo al progetto.
E prima di lasciarlo andare per la sua strada, mi concedete questa posa alla Eleonora Duse con la mia opera?
martedì 14 febbraio 2012
Beloved friends :)
Mi sono svegliata questa mattina di buon'umore, proprio di fianco alla persona che amo di più al mondo: il mio bambino. Lo stesso che ieri sera si è rannicchiato al mio fianco e poco prima di dormire mi ha detto "sei la mamma più bella del mondo"... ma anche senza questa sua ultima - in ordine di tempo - manifestazione d'affetto ha tutto il mio amore incondizionato.
Poi andando verso l'ufficio mi è capitata sotto gli occhi questa pubblicità di una nota caramella: "e se i Maya avessero ragione?". Oddio, se i Maya avessero ragione il mio ultimo San Valentino lo avrei vissuto da single... ma porc#pupazz# eh no, eh!?!?!?
Cosa fare? Far finta di niente? Cancellare la giornata dal calendario? Pensare di essere già a domani?
Niente da fare, ho così tanti appuntamenti sotto la data del 14 febbraio che mi risulta del tutto impossibile fare finta di non sapere che giorno è: ogni volta che apro il quaderno per prendere gli appunti di una riunione scrivo la data, ogni mail che invio o ricevo riporta La Data, il tassista, perfino il bar che oggi mi fa lo scontrino per i 90 centesimi del caffè riporta sempre e soltanto LA DATAAAAAAAAAAAAA!
Grazie a Dio, c'è un buon momento in questa giornata. Il mio solito zainetto sulle spalle in cui porto casa e ufficio (e anche la tuta da yoga oggi), il solito tragitto da un ufficio all'altro a piedi, ma oggi c'è il sole e fa piacere una bella passeggiata all'ora di pranzo. Un quarto d'ora di pace tutto per me, una volta tanto rinuncio anche alla musica nelle orecchie e lascio andare la testa.
E nonostante l'ipod sia spento mi viene in mente una bella canzone "and we made our love on wasteland and through the barricades".
E' una canzone che parla d'amore e parla di famiglia, così come parla di guerra e di disperazione, di tempi difficili ma soprattutto di speranza. E' la speranza insieme all'amore a dare colore anche ai tempi più bui.
Ma per me questa canzone non è solo questo.
E' suono di amici.
Non c'è niente come gli Spandau a rimandare i miei pensieri ad una coppia di amici.
Non è lei amica e lui marito dell'amica.
E nemmeno lui amico e lei la moglie.
Amici, tutti e due, in modo diverso e complementare, dal mio punto di vista - intendo quello che provo per loro indipendentemente l'uno dall'altra - casualmente marito e moglie.
Però sta di fatto che non mi è indifferente il fatto che siano una coppia, se non fosse stato così da sempre probabilmente avrei conosciuto uno ma non l'altra... cosa mi sarei persa?!?!?! E se malauguratamente avessero avuto il mio stesso destino, avrei dovuto scegliere tra una e l'altro???? Giammai!
E così arrivata nell'altro ufficio, dopo circa 3 telefonate e una riunione volante, mi rubo 30 secondi e li dedico a loro perchè danno un senso alla mia festa degli innamorati.
Perchè sono belli insieme, così diversi e così ben assortiti.
Perchè sono belli anche da soli, ognuno con le proprie caratteristiche.
Perchè mi fanno sempre sentire ben accetta, perchè guardarli mi da speranza.
Auguri di San Valentino cari amici.
A voi e a tutte le belle coppie.
E speriamo che i Maya non abbiano ragione... ;)
venerdì 10 febbraio 2012
RECENTLY ADDED... OR ADDICTED TO!
Ho già avuto modo di raccontare più di una volta quanto io debba vivere a 360° gradi per sentirmi bene. E più mi attivo e più farei. Ben alternando momenti di totale riposo stile bradipo che mi servono per ricaricare le pile.
Allora... c'è il figlio adorato, il lavoro tornato full time, c'è la musica e tutto il mondo che le gira attorno (e che ogni tanto mi porta a tirar notte sul Tubo per seguire il filo della mia musica interiore), gli adorati libri, il calcio, le faccende di casa (confesso che sono sempre alla fine della mia scala di priorità), la voglia di scrivere per comunicare, il mondo della lana con le sue sensazioni e i suoi colori... non mi bastava.
Anche se fisicamente non si direbbe proprio, ho sempre fatto sport.
Non sono una di quelle che si alzano alle 6 per andare ad allenarsi per la maratona (anche se fare jogging alle 6 del mattino... ce l'ho! in una vita passata, ma ce l'ho!) ma ci sono stati pochi momenti della mia vita in cui non ho frequentato una piscina, una palestra, un corso di qualcosa che mi aiutasse a sfogare con il movimento i miei picchi di iperattività interiore, o detta in altro modo, fermare la testa quando inizia a pensare troppo.
Dalla gravidanza in poi mi ero fermata, un po' perchè le circostanze materiali della mia vita me lo avevano richiesto, un po' perchè ero soddisfatta dell'equilibrio che avevo, un po' perchè la lezione di canto per me è una vera e propria attività fisica! Migliora il respiro e libera endorfine, proprio quello che dovrebbe darti un'ora di sport.
Con la ripresa del lavoro full time però questo non mi bastava più: la posizione seduta prolungata, le camminate da un ufficio all'altro con lo zainetto e i tacchi, le ore passate in riunione a muovere solo le dita sulla tastiera mi hanno riportato in una situazione psicologicamente e fisicamente "claustrofobica" da cui ho sentito il bisogno di liberarmi.
Unica opzione disponibile: pausa pranzo (non posso star fuori una sera in più e perdermi un'altra la cena con il topolino).
Piscina? Troppo complicato e troppo poco tempo a disposizione, anche se è sempre e comunque la mia prima scelta.
Palestra? Da una situazione claustrofobica ad un'altra... con tanto di ambiente di lavoro replicato (vanno tutti in palestra all'ora di pranzo!) e confronto fisico e stilistico da competizione feroce.
Jogging? Si, mi piacerebbe tanto rifare un po' di fiato, ma farlo sul tapis roulant equivale alla soluzione "palestra" e farlo al parco non è possibile visto che poi in ufficio pochi potrebbero distinguermi olfattivamente da una capra data la mancanza di una doccia.
Ancora una volta la soluzione mi viene proposta per caso, una collega che mi sente esternare questi bisogni e mi dice "vieni a Yoga con me".
La mia prima reazione? Io stavo pensando al kick-boxing... lo yoga mi sembra molto lontano da me e dai miei bisogni.
Però nasco curiosa (Gatta di nome e di fatto) e quindi dopo averci pensato un po', verificato gli orari mi viene da dire... perchè no?
Oltre tutto l'Azienda mi da' un contributo annuale per le attività sportive che mi coprirebbe il trimestre ottobre-dicembre: si tratterebbe di una prova a costo zero... E allora Yoga sia!
Inutile aggiungere che alle prime lezioni non faccio che ridere, ridere di me e dei miei blocchi fisici, dei miei limiti che conosco a menadito e continuo a sfidare.
Aggiungiamoci il carico da 90: durante le lezioni ogni due per tre vedo l'insegnante partire dal suo tappetino e arrivare da me con orpelli vari, cuscini, cinghie, blocchetti... più che Hatha Yoga, la mia pratica potrebbe chiamarsi "Diversamente Yoga"!
Però poi con il passare delle settimane arrivano i primi risultati: la prima posizione di equilibrio stabile per almeno 10 secondi, le spalle che si aprono un po' di più, il respiro che si fa più lungo anche sotto sforzo. Sono piccoli progressi che comunque ti danno soddisfazione e nel mio caso mi fanno sentire più in sintonia con il mio corpo (sintonia, non controllo... il controllo è in lunga parte bandito se non quando è finalizzato al mantenimento della posizione), mi conosco di più e riconosco le mie sensazioni.
Un paio di volte me ne esco con le lacrime agli occhi, dovute ad una combinazione di dolore fisico post pratica e consapevolezze più tristi che scaturiscono dal momento di relax finale. Il più delle volte la mattina dopo mi sveglio pensando che forse qualcuno durante la notte si è messo a saltare a piè pari sulle mie spalle. Ma sono sensazioni fisiche, e comunque sensazioni che ti fanno sentire di avere braccia, schiena, spalle... un corpo! Quando invece la maggior parte della nostra vita è dominata dalla testa. Viviamo al 90% dalle spalle in su: parlare, ascoltare, pensare, guardare, mangiare... tutte cose che facciamo dimenticandoci di avere sotto il collo un corpo complesso e pieno di possibilità.
E come era già successo con il canto - e anche con i ferri - la pratica si accompagna nel mio caso sempre all'insegnante giusto che ti insegna la grammatica.
L'insegnante questa volta si chiama Tess (qui trovate il suo blog), una rossa inglese piena di umanità e di dolcezza che ti aiuta ad entrare nel TUO mondo anzichè attirarti nel suo... E' lei la prima a chiederti di rispettare i tuoi limiti e allo stesso tempo spronarti a superarli un poco alla volta. E tu lo fai perchè nonostante il suo italiano non perfetto (un'adorabile accento, oserei aggiungere) tu capisci dove ti sta portando e quello che è importante per te anche se la tua flessibilità è pari a quella del Mangiapietra de "La storia infinita".
Il giorno in cui ho scoperto che era l'insegnante perfetta per me è stato quello in cui se n'è uscita con una frase del tipo "stacca le spalle dalle orecchie!". Avevo gli occhi chiusi, l'orecchio mi diceva da solo che era lei, ma il pensiero è andato subito alla Maestra, la mia maestra di canto preferita :) che me lo ripete da cinque anni a questa parte. Che dire? Due corpi e un'anima sola!
Oggi alla fine mi scopro con un nuovo bisogno: un'ora alla settimana in cui il mio bacino, la mia schiena, le mie braccia si muovono sotto sforzo e magicamente si sciolgono riprendendo vita. E se malauguratamente mi tocca perdere la lezione mi ritrovo a cercare disperatamente un nuovo buco in settimana per recupare (il prossimo martedì alle 7.30 del mattino per esempio) perchè se salto una settimana, quella dopo appena mi sdraio sul tappetino per iniziare il mio riscaldamento sento la colonna vertebrale che si rifiuta di cedere, la zona lombare rigida, mi sembra di aver perso tutta la consapevolezza acquisita, anche se poi non è così.
Insomma, mi fa stare bene.
E come tutte le cose che mi fanno sentire così, a questo punto sta diventando un appuntamento imprescindibile, un'altra coccolina che mi faccio per completarmi la vita.
Scoprendo che - ancora una volta - aggiungo ricchezza alla mia anima senza sottrarre niente al resto.
Lo dimostra il fatto che sono stata capace di andare a ballare, rientrare alle 4.30 del mattino ed essere alle 10.30 pronta per la mia lezione di recupero! E sentirmi così soddisfatta dopo per essere riuscita a fare tutto quello che volevo.
E se qualcuno pensasse ancora che lo Yoga è noioso o poco dinamico, vi invito a provare la posizione del "cane che si stira dinamica per le braccia", la mia prossima sfida!
martedì 7 febbraio 2012
C'E' SEMPRE TEMPO PER UNA CUFFIA...
Questa volta è per Gianni, il marito di un'amica.
Anche questa volta il pattern l'ho deciso io, visto che lui voleva una cosa semplicissima senza disegni o ghirigori.
Ho montato 92 maglie.
Lavorato in circolare a coste 2/2 per 4 cm
Lavorato poi a maglia rasata per altri 7 cm
A questo punto ho iniziato le diminuzioni.
Ho diviso le maglie in 4 posizionando 4 segnamaglie (ottenute con pezzi di filo per non interferire con il cashmere lavorato con i ferri 3,5 creando buchi troppo grossi).
A questo punto ho iniziato ad alternare i ferri con le diminuzioni con ferri a maglia rasata senza diminuzioni.
Ferro con le diminuzioni: 2 maglie diritte insieme, lavorare a dritto fino a 2 maglie dal segnamaglia, passare una maglia dal ferro sx al dx senza lavorarla, lavorare la successiva, accavallare la maglia non lavorata su quella lavorata, passare il segnamaglia e ripetere altre 3 volte nello stesso modo (ottenendo così 8 diminuzioni per ferro). Questa seconda diminuzioni in particolare è l'accavallata semplice ed è più difficile da spiegare che da fare...
Comunque sono andata avanti fino ad avere 12 maglie, poi il solito aghetto che si infila nelle maglie ancora aperte, tira tira tira e nascondi la codina.
Un'ultimo pensiero dedicato al filato: Kasmir comprato da Canetta. Un bel filato, molto prezioso che ha reso parecchio. La cuffietta in questione pesa 20 gr!
E fidatevi: è straordinariamente morbida.
Ah si, era un altro WIP! :)))
sabato 4 febbraio 2012
KNITTARE PORTA VIA LE PREOCCUPAZIONI?
Mi sono fatta un cappellino bello caldo ispirato al collo di Donna Galletta che avevo già fatto per la mia trasferta a Berlino.
Questo è lavorato sempre su una combinazione di 13 ferri (12 a maglia rasata e uno "lavorato") e la parte lavorata è data da 5 combinazioni da 14 maglie.
La prima lavorazione prevede 5 md, 2 punti tuck, 7md.
La seconda combinazione è invece data da 12 md e 2 punti tuck.
In entrambi i casi ripetuti 5 volte visto che ho montato 70 maglie.
Vediamo se riesco a riepilogare in modo più ordinato...
1-6: maglia a legaccio, a vostra scelta se lavorare subito in circolare e quindi fare un ferro a dritto e uno a rovescio o se lasciare in piano e fare sei ferri dritti girando il lavoro.
7-18: maglia rasata, a questo punto è meglio essere già in circolare e fare solo diritti che si va velocissime
19: ferro lavorato con la prima combinazione (5md, 2pt, 7md) ripetuta 5 volte
20-31: maglia rasata come sopra
32: ferro lavorato con la seconda combinazione (12md, 2pt) ripetuta 5 volte
33-44: maglia rasata
45: ferro lavorato con la prima combinazione (5md, 2pt, 7md) ripetuta 5 volte
Ho deciso di diminuire 10 punti ad ogni ferro ma solo sul dritto, i ferri rovesci li ho lasciati allo stesso numero di punti.
Quindi:
1) 10 md + 2 diminuzioni ripetuto 5 volte (totale 60 maglie)
2) 60m rovescio
3) 8 md + 2 diminuzioni ripetuto 5 volte (totale 50 maglie)
4) 50m rovescio
5) 6 md + 2 diminuzioni ripetuto 5 volte (totale 40 maglie)
6) 40m rovescio7) 4 md + 2 diminuzioni ripetuto 5 volte (totale 30 maglie)
8) 30m rovescio9) 2md + 2 diminuzioni ripetuto 5 volte (totale 20 maglie)
10) 20m rovescio
A questo punto per chiudere ho tagliato il filo e passato la coda con un ago in tutte le maglie aperte passandole dal ferro alla codina di filo. Tira tira tira, fai un bel nodino e poi nascondi la coda.
Finito!
Iscriviti a:
Post (Atom)
